Recensione Concerto di Pino Daniele a Verona

Il concerto di Pino Daniele all’Arena di Verona il 1 Settembre 2014 si può dividere in due parti:

La prima è stata imbarazzante per Pino stesso e per i suoi ospiti. 

Si è presentato senza chitarra alla prima canzone, Terra mia. E vabeh… lo fa spesso e poi grazie all'orchestra non è venuta neanche male. Poi prende una chitarra e… non la suona! Avrà pizzicato le corde si e no una decina di volte per canzone. Gli arrangiamenti erano senz’anima, le poche note pizzicate, sporche. Spero per lui che la causa di tutto non sia qualche problema di tipo articolare. Ma in questo caso potrebbe dirlo e fare degli arrangiamenti più lenti, ma almeno orecchiabili. Si capirebbe forse perché ha chiamato l’Orchestra sinfonica e tutti quegli ospiti: evidentemente dovevano fare loro tutto il lavoro. 

Già... gli ospiti. Debutta Elisa che non ha la minima idea di dove si trova e con chi sta cantando: sbagliava tempo, parole e tonalità, tant’è che alla fine ha rinunciato e ha cominciato a fare i vocalizzi risolvendo almeno il problema delle parole: per gli altri due non ha avuto intuizioni geniali. Dico io… ma almeno per una mezzora ti vuoi prepare? Vuoi ascoltare sotto la doccia la canzone che hai deciso di cantare? Se ti fa schifo Pino Daniele, non salire sul palco! Ma se decidi di farlo, diamine, sei una professionista: fa’ il tuo lavoro, preparati e canta come si deve. Grossa mancanza di rispetto con relativa delusione.

Cosa divertente è che Pino, vedendola in difficoltà, provava ad aiutarla dimenticandosi a sua volta le parole. Sembrava una recita scolastica delle elementari.

Gli ospiti hanno fatto quasi tutti la stessa figura, chi più chi meno. Mario Biondi ed Emma forse gli unici due che non mi ha fatto storcere il naso. Semplicemente imbarazzante e imbarazzata, Fiorella Mannoia si è sentita in dovere di portare la giustificazione: l'aereo ha fatto 9 ore di ritardo e non ha potuto provare.

 

Chiusa la triste parentesi degli ospiti veniamo a Pino.

Hai SCELTO di chiamare il tuo concerto "Nero a metà" richiamando fan di un certo tipo. Santiddio... non puoi ammorbarli un'ora con canzoni neomelodiche dei penultimi successi, re-arrangiate in modo ancora più neomelodico. "Sara", "Pigro" per carità avranno avuto il loro seguito, ma NON tra quei fan che hai voluto attirare.

Ero tentato di alzarmi e andarmene.

Poi finalmente, dopo un'ora buona di buio totale, la luce: Pino ha chiamato la vecchia band che ha fatto quel famoso lavoro che avrebbe dovuto fare lui insieme ai suoi illustri ospiti: metterci l'anima!

Ritmi decisamente da Nero a metà. Un lungo respiro e un sollievo quando ho sentito le note di "Voglio di più" che era esattamente il mio pensiero, seguito da Musica Musica (sporcata un po' da Francesco Renga che con questa canzone non c'entra nulla)... e poi pian piano ha sdoganato tutto l'album tema del concerto. La band semplicemente perfetta. Unica pecca: Pino. Si ostinava a far finta di suonare e a dimenticarsi le parole. E' sempre stato un suo problema dimenticarsi le parole in effetti. Ma almeno, nei tempi belli di una volta, suonava. Ora non fa più nemmeno quello.

Il primo bis ritorna nel buio col peggiore "Napul'è" di tutti i tempi, a causa degli illustri ospiti disposti in fila come alle elementari e, come alle elementari, ci sono sempre quelli piazzati lì anche se sono stati assenti durante tutte le prove e non hanno idea di cosa dire e cosa fare.

Davvero triste la pantomima degli ospiti che dichiarano alla fine "Pino mi ha regalato un sogno questa sera". Ma dai... ma che bisogno c'è? ma chi ci crede? Non solo canti una chiavica ma ci prendi pure per i fondelli?

 

Con il secondo bis rivediamo la luce con un perfetto Yes I Know My Way che chiude il concerto con l'amaro in bocca di aver assistito a un "concerto a metà".